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Bandabardò

Bandabardò

Bandabardò: intervista a Enrico “Erriquez” Greppi

Il Messaggero 28.11.2009

“Udite udite brava gente” è l’ideale punto d’inizio della storia di Ottavio, un’avventura fatta di parole e musica, che vede come protagonista la celebre Bandabardò, uno dei gruppi più amati in Italia e, senz’ombra di dubbio, nella nostra regione.
La formazione toscana sarà stasera al teatro Verdi di Terni (ore 21), che si riempirà di sguardi curiosi per uno spettacolo che si preannuncia indimenticabile. «Stiamo girando per i teatri della penisola con uno show molto particolare – racconta il sempre disponibile Erriquez, alias Enrico Greppi, voce storica della band – dove mettiamo da parte le danze che tanto c’appassionano per dare spazio alla comicità. L’obiettivo che ci eravamo posti pare raggiunto: la gente ride e si diverte, mentre nei punti più intensi l’attenzione ed il silenzio che si creano fanno davvero onore al pubblico che ci viene a vedere».
Con Ottavio la Bandabardò ha deciso di calcare per la prima volta le tavole d’un vero palcoscenico, per raccontare le proprie storie non più soltanto attraverso le canzoni, ma con un’autentica scrittura di scena; una proposta che rientra nella miglior tradizione del teatro-canzone, seguendo le storie di un personaggio che ha l´innamoramento come unica mansione nella vita. «E’ stata un’iniziazione per tutti noi – ammette l’autore dei testi firmati Bandabardò – abbiamo scoperto che in ogni membro del gruppo risiede una comicità, a volte non voluta, e riusciamo a far sorridere le persone. Ritengo che ridere sia un’arma incredibile e mentre i concerti non sono lo spazio adatto per la comicità, in questa nuova dimensione ci siamo trovati a nostro agio. Speriamo di aver imparato qualcosa da quest’esperienza, vorremmo senz’altro portare nel nostro vero mondo, quello fatto di locali, stadi, piazze, dove lo sfogo fisico è un tutt’uno con la musica, anche qualcosa di quanto abbiamo visto negli ultimi due mesi di vita in teatro».
Del resto vedere all’opera Erriquez, Finaz, Orla e tutto il resto della Banda in queste vesti insolite è una vera soddisfazione ed anche i fan più accaniti apprezzeranno lo spettacolo, mettendo per una volta da parte la voglia di ballare e cantare a squarciagola per lasciarsi trasportare sull´Isola di Porto Cabagna dove un re derelitto, un padre vigliacco e possessivo, una vedova dal fascino ammaliante ed altri personaggi ripercorrono con ricordi e canzoni gli eventi che li hanno condotti sull’isola di Ottavio. «La vita teatrale è una parentesi meravigliosa – spiega Erriquez – nonostante siamo dei debuttanti allo sbaraglio, questa commedia ce la siamo cucita addosso e quindi non possiamo mentire; del resto crediamo che quel che ci diverte viene sempre bene, perché lo facciamo con lo spirito giusto».
Questa sera sarà una data particolare per la Bandabardò, da una parte perché il loro legame con l’Umbria rende sempre speciali i live nella nostra regione, dall’altra perché leggendo i commenti su Facebook piuttosto che sul sito della band, pare che molti siano convinti che li attenda un classico concerto, fatto di balli, canti e sudore: «Questo tipo di supporto è più adatto per l´estate – spiega la Banda – mentre Ottavio è uno show da godersi seduti, aspettando il crescendo nel finale. Del resto finito questo tour riprenderemo con il nostro nuovo live, suoneremo per un po’ in Germania e Spagna ma certamente tra fine aprile ed inizio maggio faremo qualche data in Italia». E allora l’appuntamento è per stasera a Terni, per scoprire il lato teatrale della Bandabardò e per una volta “chi si rilassa… non collassa”.

Bandabardò: intervista a Enrico “Erriquez” Greppi

Il Messaggero 11.11.2006

Una musica che incanta e rapisce. Uno spirito che lega musicisti sul palco e pubblico: la stessa voglia di divertirsi ed abbandonarsi ad un rituale quasi mistico. Si chiamano Bandabardò e venerdì prossimo saranno a Città di Castello con il nuovo tour “fuoriorario”; portare sul palco la stessa atmosfera di festa che si instaura nelle “cantate tra amici”, momenti magici in cui stonati e intonati uniscono le voci in canti senza fine. «Per noi la cosa più importante è la ricerca della felicità – spiega Enrico “Erriquez” Greppi, voce e fondatore del gruppo – un percorso sconosciuto che ci permetta di arrivare soddisfatti alla fine. Questo è quello che facciamo nella vita ed anche lo spirito della nostra musica».
Ineccepibile, considerando che lo stesso Erriquez ha fatto i mestieri più disparati (grafico, bancario, autista, operaio e non solo) e si ritrova una carriera costellata di successi alle spalle, con 13 anni di fervida attività basata quasi interamente sui concerti live (circa 200 ogni anno, ndr) che hanno trascinato la Bandabardò in un viaggio “senza meta” tra Italia, Francia, Svizzera e Slovenia. «La nostra è una scelta radicale – ammette Greppi, che è anche l’autore dei testi – che ci ha obbligato ad abbandonare tutto per seguire la nostra passione. Col tempo siamo anche riusciti a ritagliarci spazi intimi, ma la nostra ricchezza è che potremmo suonare per 24 ore al giorno senza stancarci o annoiarci». Facile crederlo, se si pensa che da circa due anni e mezzo questo gruppo di suonatori (perché “musicisti” sembra quasi sminuire la loro carica passionale) si sono concessi appena 3 giorni di pausa, passando dalla tournee “tre passi avanti” alla nuova avventura, legata all’ultimo disco “fuoriorario”. Un doppio cd con 4 inediti, canzoni live e in studio per 140 minuti di sogni, danze e poesia: «Siamo molto fieri di questo lavoro – dichiara prontamente Erriquez quando osservo che una raccolta, a volte, può rappresentare un punto d’arrivo – perché ci rappresenta pienamente. Per me è un punto di continuità, dato che non è una semplice antologia ma una rivisitazione di quel che abbiamo fatto, una testimonianza, legata a tanti ricordi». Anche stavolta la “Banda” ha scelto di non vincolarsi ad alcuna major discografica, utilizzando canali di promozione alternativi e concentrandosi sul live. Una scelta che fin qui ha sempre ripagato il gruppo toscano e, come ammettono loro stessi, «squadra che vince non si cambia».
Venerdì prossimo approderanno a Città di Castello (ore 21,45 al Palasport, ingresso euro 12) per un concerto che, come sempre, sarà molto simile ad una grande festa. «L’Umbria è una terra che amiamo particolarmente – rivela il cantante-chitarrista del gruppo – e suonarci è un po’ come giocare in casa. E’ stata una delle prime terre ad aprirci le braccia quando eravamo agli inizi, soprattutto la zona del Lago Trasimeno che per noi è densa di ricordi e sincere amicizie. Anche stavolta sarà un’occasione speciale suonare per il pubblico umbro… ci sarà da divertirsi».