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Calibro 35

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Calibro 35: intervista a Massimo Martellotta

Il Messaggero 03.03.2012

Un nuovo disco, un nuovo viaggio, l’ennesima fusione tra cinema e musica. Tornano a Perugia i Calibro 35, che questa sera presenteranno all’Urban la loro ultima fatica: Ogni Riferimento a Persone Esistenti o a Fatti Accaduti è Puramente Casuale. Musicisti virtuosi, strumenti vintage ed una passione sconfinata per le pellicole poliziesche anni ‘70 che sfociano con naturalezza in un funk, jazz e prog rock altamente coinvolgente. Massimo Martellotta, chitarrista della band, ci spiega qualcosa di più sui Calibro 35.

Com’è nato questo disco?
«Durante l’ultimo viaggio in America, dov’eravamo per partecipare all’SXSW di Austin, ci siamo concessi un periodo di sosta a New York. Una volta chiusi in studio ci siamo abbandonati a session creative accorgendoci che avevamo tanto materiale in mano».
Rispetto ai precedenti cosa cambia?

«E’ un disco meno legato al clichè dei film polizieschi. Il titolo vuol essere un omaggio al cinema in generale, anche se poi restiamo legati all’immaginario delle colonne sonore».

Quello al quale v’ispirate è un mondo che sta tornando di moda, soprattutto all’estero?

«Sì, lo dimostra anche la presenza di un nostro brano nella colonna sonora del film Red con Bruce Willis. Credo che per un gruppo strumentale l’estero sia quasi uno sbocco fisiologico».
Ovvero?

«L’Italia è meno recettiva: su 30 buone proposte solo 2 ce la fanno. Il musicista all’estero è visto diversamente rispetto a qui; si rischia di più, quindi si riescono anche a realizzare grandi progetti».
Ma il pubblico italiano mostra di seguirvi con passione

«Assolutamente. Ci piace il feedback che riceviamo. In molti ci scrivono che ascoltando i nostri album immaginano dei film, addirittura ci mandano sceneggiature create sulle nostre musiche».

Qual è invece il suo sogno nel cassetto?

«La verità? Mi piacerebbe poter vivere di musica e scrivere un mio libro di cucina».

Competenze

Postato il

3 Marzo 2012