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Daniele Silvestri

Daniele Silvestri

Intervista a Daniele Silvestri

Il Messaggero 23.03.2012

Torna in Umbria questa sera uno dei cantautori italiani più amati, che si appresta a concludere un lungo e trionfale tour partito l’estate scorsa. Daniele Silvestri e il suo «S.C.O.T.C.H. Tour» al Formula di Città di Castello grazie all’organizzazione Alive Altotevere Live.
La primavera è appena scattata, qual è il suo rapporto con le stagioni?

«Sono parecchio sensibile all’andamento delle stagioni, soprattutto da quando ho lasciato la città per vivere in campagna. Mi piace guardare il cielo per capire cosa succede. Poi ora ho scoperto anche il bello del mare…».
In che senso?

«Diciamo che non immaginavo neppure cosa significasse vivere vicino al mare. Ricordo però che in quei viaggi da ragazzo tra Puglia e Sicilia ho iniziato a capire che non potevo farne a meno».
Ultimamente ha parlato di un risveglio delle coscienze…
«In generale lo noto, probabilmente anche per disperazione. Viviamo un tempo che suggerisce degli ottimismi diversi: non ci sono solo insulti e disdegno, ma anche proposte. Credo sia questo il mattone su cui ricostruire qualcosa di nuovo».
Un cambiamento dovuto anche alle nuove possibilità di confronto?

«Assolutamente. Sono cambiati i luoghi in cui ci si incontra e dico meno male che c’è la rete. Il seme di una capacità propositiva è fondamentale: non servono le polemiche, ma la concretezza. Peccato che spesso solo l’informazione alternativa offra spazi reali per il confronto, mentre i media principali non ci forniscono vere alternative. Temo però che anche questa volta sia un fuoco di paglia dal punto di vista delle vere svolte».
Eppure lei sembra una persona ottimista
«Infatti lo sono. Il mio ottimismo però non deriva da un’analisi, è caratteriale. Cerco di vedere il positivo dove c’è, forse a volte addirittura me lo invento! Credo che questa sia una fortuna».

E l’impegno sociale?
«Ci sono stati momenti in cui avevo più o meno voglia di esprimere le mie idee, ma per me è sempre stato un dovere. Non si tratta di sventolare una bandiera bensì di mettere la propria visibilità al servizio di alcune lotte in cui credo veramente. Questo ad esempio è un momento importante, perchè come italiani abbiamo rimandato tante scelte e ora ci ritroviamo ad affrontarle tutte insieme… praticamente in stato d’emergenza».

Tornando alla musica, come sarà il live di questa sera?
«Sicuramente molto divertente, anche per noi. Riusciremo a creare l’atmosfera del Club e saliremo sul palco senza scaletta, in totale libertà».
Cosa farà una volta terminato questo lungo tour?

«Sono già tante le cose in cantiere, a partire dalle canzoni per un nuovo disco. Tra l’altro ho voglia di scrivere e, dato che per la prima volta dopo tanti anni non sarò in tour d’estate, mi auguro che arriverà molto presto il tempo per nuove ispirazioni».

Intervista a Daniele Silvestri

Il Messaggero 06.08.2011

L’anno scorso era toccato a Goran Bregovic celebrare la “notte delle stelle” con un gremitissimo concerto in Piazza IV Novembre a Perugia. Quest’anno, per festeggiare il compatrono della Città, San Lorenzo, e dare il via ufficiale alla rassegna FareNight, si è deciso di puntare sulla musica di un artista particolarmente amato dal pubblico Umbro. Toccherà infatti a Daniele Silvestri illuminare la notte di mercoledì 10 agosto con il suo spettacolo scoppiettante.
Ci saranno la poetica, l’impegno, i brani da classifica e una potente dose dance. Ci saranno ovviamente i brani di S.C.O.T.C.H, il nuovo album, ma anche tanti successi del passato. Per saperne di più su quanto accadrà abbiamo intercettato il cantautore romano «durante uno dei pochi giorni di vacanza per quest’estate», ammette divertito mentre è in viaggio.
Silvestri, sono passati quasi quattro anni dall’ultimo concerto in piazza a Perugia. Sei Contento di tornare?
«Assolutamente sì! Ho bellissimi ricordi dell’ultima volta. La piazza è stupenda e c’era un pubblico calorosissimo».
Quindi ti piace particolarmente questa città?
«Ammetto che non è l’unico luogo di cui parlo in questi termini ma quando ho saputo che c’era questa data… beh, è stata una delle notizie più belle!»
Per un motivo in particolare?
«Al di là di tutto, c’è un fattore enogastronomico di cui approfitto sempre!»
Tornando al live, ti sente più a suo agio suonando in un teatro o in una piazza?
«Credo che il bello sia potersi adattare a qualunque situazione. Sia io che i miei musicisti pensiamo che più imprevisti ci sono e meglio è! In generale vedere il pubblico in piedi è sempre più bello, quindi ammetto che cerco ogni volta di far alzare anche i più scettici. Amo anche il teatro, ma per altri aspetti»
Può spiegarci meglio?
«La passione che nutro per il teatro è di antichissima data e quasi di pari livello con la musica. L’ho sempre studiato fin da ragazzino e in effetti anche la mia carriera musicale è iniziata facendo colonne sonore».
Eppure le tue esperienze come attore sono state poche…
«E vero, probabilmente perché non mi sento molto capace. Ho avuto un’esperienza divertente recitando con Mastandrea, ma lì interpretavo me stesso».
Sempre più spesso però si sente di musicisti che hanno successo come attori. Max Gazzè, ad esempio.
«Di Max l’avrei detto da quando lo conosco che era destinato al cinema! E’ un appassionato vero, di cinema e di recitazione. Nel mio caso sono molto meno istrionico e credo meno adatto. Banalmente tutti quelli che fanno il mio mestiere sono abituati ad avere a che fare con le immagini, quindi anche solo fare videoclip è un ulteriore linguaggio che può enormemente amplificare il messaggio».
Lo show che presenterà mercoledì è molto variegato, come mai questa scelta?
«Uno degli obiettivi a cui ho sempre mirato è quello di rendere ogni spettacolo diverso dagli altri. Forse è un po’ un dovere verso il pubblico, ma anche una ricchezza perché così possiamo divertirci sul palco e non accontentarci mai. Il concerto assomiglia molto al nuovo disco: è un album che chiedeva a gran voce di essere suonato».
E il nuovo disco invece, le somiglia?
«Direi di sì. Penso che chi verrà a sentirci si renderà conto che i tanti cambi di stile, tecnica e atmosfera presenti nel disco sono così anche dal vivo. Mi rispecchio molto in questa cosa. Del resto sono talmente tanti anni che suono con le stesse persone che non abbiamo semplicemente un repertorio in comune ma un vero patrimonio!».