Seleziona una pagina

Emiliano Pari

Emiliano Pari

Intervista a Emiliano Pari

Il Messaggero 01.10.2011

Una serata d’inizio autunno, una location suggestiva, un pianista e cantante straordinario: questa la ricetta per il concerto che stasera vedrà il cantante e pianista romano Emiliano Pari sul palco dell’Auditorium di Passignano all’interno della rassegna Bianco Rosso & Blues. Si inizia alle 21,30.
L’artista presenterà «A New Morning» album che esce proprio oggi per la Groovemaster di Gegè Telesforo. Un lavoro nel quale si respirano influenze funk, soul, jazz e blues, completamente rielaborate attraverso un linguaggio tipicamente cantautorale. Dal vivo la cifra stilistica di Pari trova connotazione in una tecnica pianistica molto ritmica e minimale, altemente coinvolgente, con una voce a volte più vicina al funky, altre più intimista ed emozionale. Dal vivo largo spazio viene concesso alle ritmiche incalzanti e ipnotiche tipiche della più rigorosa tradizione funk afroamericana.
A new morning, che tipo di album è?
«Il risultato di tanti anni di collaborazioni e ricerca. Ho studiato jazz ma ho suonato anche parecchio soul e funk, quindi questo album ne è un po’ la conseguenza. Quindi la ricerca è alla base della sua musica? Sì, sono in continua ricerca e questo si sente. Ad esempio in questo lavoro ci sono i groove tipici della tradizione funk, mischiati con giri armonici moderni ed elaborati, più vicini a jazz e pop».
Senza poi dimenticare che lei è anche un song-writer
«Non mi considero un song-writer nel senso classico, come ad esempio è mio fratello (Leo Pari, ndr) che incentra l’80% della canzone sul testo. Per me il testo arricchisce la ricerca del sound, che invece è l’elemento essenziale, l’elemento che connota un particolare progetto musicale rispetto ai tanti che rientrano nello stesso genere».
Della collaborazione con Gegè Telesforo cosa può dirci?
«Sicuramente è per me una grande soddisfazione poter lavorare con lui. Nell’album c’è anche un brano scritto da lui in prima persona e in cui suona la batteria, e devo dire che è un batterista veramente forte».
Come sarà il vostro live?
«Ci tengo a dire che abbiamo rivisitato più della metà dei brani, riarrangiandoli per aver un migliore impatto live: rispetto al disco è meno intimista, meno morbido, tutto volto ad avere maggior forza ritmica. C’è stato anche un cambiamento nella formazione. Sì, abbiamo ridotto il numero di strumenti a fiato e ora, oltre al quartetto base, c’è solamente il sax. Ho provato questo esperimento temendo che questo potesse impoverire l’impatto live, invece ho scoperto che ne esce un sound molto diverso, vicino alla tradizione d’inizio anni ‘70».
Prima volta sul palco di Bianco Rosso & Blues, cosa pensa della manifestazione?
«Mi piace moltissimo, anche perché seguo da anni Trasimeno Blues e credo sia tra i pochi festival italiani che realmente danno spazio anche a chi fa r’n’b, ad esempio, e non solo a progetti prettamente blues».
Quindi è stato già qui come spettatore?
«Certamente. Ho assistito a parecchi live negli ultimi anni ed ho potuto ascoltare cose molto interessanti. E’ una rassegna di grande qualità, con proposte di altissimo livello. Del resto ho notato che in Umbria c’è una grande attenzione in questo senso. Credo che chi organizza eventi sia molto attento sia alla qualità che al modo in cui si propongono i live. Ogni volta che sono venuto a suonare da queste parti ho trovato un’ottima accoglienza e dei professionisti veri. Senza dimenticare che si suona quasi sempre in location splendide».