Seleziona una pagina

Gianna Nannini

Gianna Nannini

Intervista a Gianna Nannini

Il Messaggero 14.05.2011

Polvere di stelle. L’aria si fa rock, l’atmosfera è quella da evento. PalaEvangelisti di Perugia: lunedì la rocker senese Gianna Nannini, che con il suo “Io e Te Tour 2011”, promette di travolgere il pubblico con un’ondata di energia e passione.
Il suo ultimo album sta riscuotendo un enorme successo di vendita: se lo aspettava?
«Credo moltissimo in questo disco. Sono entusiasta della risposta del pubblico e non vedo l’ora di salire sul palco! Io e te è il mio modo di rapportarmi all’Altro, un faccia a faccia anche con il pubblico, senza mezze verità o finzioni e credo che sia anche per questo che l’album raccoglie consensi: è un album che racconta il desiderio di chiarificazione nei rapporti».
Qual è la cosa che più le piace di questo disco?
«L’album è nato diverso rispetto al risultato finale: quando ho scritto le canzoni Penelope non c’era ancora (la figlia nata a fine novembre, ndr) e quindi sono impregnate di quello che mi accadeva intorno in quel momento. Però la gravidanza ha avuto una forte influenza soprattutto nella parte interpretativa. Non mi sono mai sentita così forte, una vera esplosione di energia. L’anima dell’album è fortemente rock ed è la risultante di un lavoro lungo anni per costruire un disegno del suono attorno alla mia voce, grazie alla sintonia con Wil Malone con cui collaboro dal 2005. Per sostenere l’emozione che nasce dalle canzoni ha costruito una vera partitura di chitarre sostenute dall’intreccio dell’orchestra. E poi l’ho registrato ad Abbey Road dove le vibrazioni impregnano le pareti e le corde degli strumenti, generando un risultato quasi metafisico direi».
Il suo primo tour da mamma: quale pensa sarà la differenza maggiore rispetto al passato?
«Sarà una sorpresa anche per me. Ora le mie priorità sono cambiate: prima pensavo a me, poi a me e poi ancora a me. Adesso per la prima volta mi sono messa in secondo piano, credo sarà tutto nuovo».
E Penelope la seguirà?
«Sì, lei i brani di questo album li conosce bene, come la mia voce e gli archi di Wil Malone… che sente da quando era in pancia».
Ma se sua figlia decidesse d’intraprendere una carriera come musicista, la incoraggerebbe?
«Se dimostrerà un’indole artistica cercherò di spronarla come meglio potrò. Allo stesso modo se mi dicesse di voler fare un lavoro “comune” le darei tutto il sostegno che sono in grado di darle. In fondo ho sempre sostenuto la libertà di scelta di ciascun individuo».
Cosa possiamo aspettarci dal concerto che terrà a Perugia lunedì?
«Vogliamo far capire come è nato il mio sound musicale europeo che da anni mi vede mescolare musicisti di varia nazionalità con la bellezza degli archi “rock” creati da Wil Malone. Una cosa davvero interessante è che in ogni concerto avremo sul palco musicisti che stanno ancora studiando per i quali facciamo un casting ogni data, che suoneranno con la mia formidabile band».
Può già svelarci qualche anteprima sullo show?
«Una scaletta di fuoco che alterna pezzi rock tostissimi con altri di grande respiro acustico, fino a una corsa elettrica dei miei brani più famosi».
Che rapporto ha con l’Umbria ed il suo pubblico?
«Venivo da piccina a far merenda con la moto. Amo il vino, la gente, la natura, il silenzio».
Qualche ricordo particolare sulla città di Perugia?
«Sì certo, c’era uno scambio culturale fra le Università di Siena e Perugia. Qui insegnano l’italiano agli stranieri quindi ci venivo spesso perché incontri gente che proviene da tutto il mondo e c’è un grande scambio culturale. Ho anche un bel ricordo della Marcia della Pace Perugia-Assisi nel 2001».