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Piano Magic

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Piano Magic: intervista a Glen Johnson

Il Messaggero 24.11.2007

Siete in cerca di un pieno appagamento sonoro? Quella che vi aspetta, se venerdì vi troverete dalle parti di Foligno, sarà un’occasione unica per gustarvi un live davvero speciale. Al Feedback approderanno infatti i Piano Magic, inglesi di origine ma ormai adottati dal mondo intero, band di matrice wave considerata a pieno titolo tra le più influenti nel panorama elettronico sperimentale europeo. «A cavallo tra gli anni ’80 e ’90 – spiega Glen Johnson, fondatore del gruppo e squisitamente disponibile a raccontarsi ai suoi fans umbri – la musica inglese spingeva in mille direzioni diverse. Disco Inferno, Insides, Moonshake e molti altri, che pochi anni dopo mi riusciva difficile di considerare ancora attuali; così mi sono detto “nessuno fa la musica che vorresti ascoltare? Falla da solo”».
Queste le origini di una leggenda che, grazie al connubio tra Johnson e musicisti come Franck Alba, Jerome Tcherneyan, Alasdair Steer, Cedric Pin, è riuscita a segnare in modo permanente quel bacino musicale che prende spunto dal passato per riversarsi in un futuro immaginario, fatto di suoni campionati ed atmosfere sottili: «Forse la cosa che più mi piace nella nostra musica è che riesce a creare un contatto tra noi e chi ascolta – ammette Johnson, chitarrista eclettico e, per molti versi, geniale – i testi sono al 99% autobiografici, forse la gente riesce a trovarci qualcosa di sé. Non so cosa resta, dopo un nostro concerto, nella mente di chi viene a sentirci; noi proviamo a suonare con forza, intensità, romanticismo… amore. Se questo arriva, abbiamo fatto bene il nostro lavoro, che poi non è proprio una professione perché non abbiamo inseguito successo e fortuna, sinceramente ci piace solamente suonare».
Il sound dei Piano Magic, delicato, profondo, dai risvolti spettrali, è stato ribattezzato “ghost-rock”. Quello di venerdì sarà un live particolare dove, come sempre accade durante i loro concerti, la parte più dura e potente del loro suono prevarrà sulle atmosfere rarefatte tipiche delle incisioni. Di certo Johnson e compagni hanno un rapporto particolare con il pubblico italiano: «Ci siamo trovati incredibilmente bene in Italia – spiega la voce dei Piano Magic – trovando gente splendida. Se poi consideriamo il cibo, il vino e le donne… siamo felici di poter tornare almeno un paio di volte l’anno. Riguardo le band italiane con cui abbiamo suonato credo ci siano molti gruppi validi, anche se spesso troppo influenzati da altre realtà musicali. Mi piacerebbe sentire le “originali” bands italiane, di cui non poter dire che assomigliano a qualcosa d’altro». Sarebbe un peccato perdersi il concerto del 30, perché sul palco del Feedback salirà un gruppo che è stato capace di rimanere fedele alla primaria idea di ricerca, senza fermarsi ai primi stadi del successo, senza credere che sia utile imitare sé stessi piuttosto che sfidare la propria voglia di cambiare la realtà. Ingresso 8 euro, info su www.arcifeedback.it.

Competenze

Postato il

24 Novembre 2007