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Verdena

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Verdena: intervista ad Alberto Ferrari

Il Messaggero 19.03.2011

«E’ da un po’ di tempo che non suoniamo da queste parti quindi siamo particolarmente contenti di tornare a Perugia». Parola di Alberto Ferrari. Che insieme al fratello Luca e a Roberta Sammarelli è l’anima di una delle rock band italiane più amate degli ultimi 15 anni: i Verdena.
Doppio live all’Urban, stasera e domani. Entrambe le date “sold out” da giorni. Roba da Olimpo del rock.
«E’ una bella sorpresa vedere che i biglietti per le nostre date stanno andando esauriti in moltissime città. Questa è la prova che c’è una fetta di pubblico sempre pronta ad accogliere i nostri nuovi lavori, magari agevolata dal fatto che abbiamo deciso di tenere basso il prezzo dei nostri concerti».
Le vostre scelte artistiche negli anni sono state molto spesso giudicate controcorrente. Anche quelle che hanno condotto all’ultima fatica, “Wow”, avevano sollevato un certo scetticismo. E invece ha subito conquistato le classifiche di vendita. Dunque?
«Sinceramente non pensavo fosse una cosa anti-commerciale, sebbene sono consapevole che attualmente si fa fatica ad uscire sul mercato anche con appena cinque pezzi. Qualcuno ha detto che il nostro è “un disco che si rivolge a tante persone senza essere per tutti”; beh, non c’era un progetto commerciale preciso e ci ha sorpreso il fatto che venga considerato più “pop” rispetto ad altri nostri lavori. Dal mio punto di vista è quasi una continuazione di Requiem… del resto noi siamo sempre stati così».
Suono graffiante e stile pressoché unico nelle composizioni, eppure dall’indimenticabile “Valvonauta” del ’99 di acqua ne è passata tanta. Dove porterà questa mutazione continua?
«Finora avevo sempre scritto le canzoni alla chitarra quindi mettermi al piano mi ha aperto un intero mondo, che nella mia testa non c’era. Ho scritto proprio altri tipi di canzone, con parti vocali più melodiche mentre la struttura dei pezzi tende a non tornare mai sui propri passi. Certamente il piano mi manda in posti diversi ed inesplorati, ho iniziato 3 anni fa e ancora adesso non so suonarlo molto bene. Tra le prossime cose che farò ci sarà quella di prendere qualche lezione».
Il risultato live di tante sperimentazioni?
«Abbiamo voglia di andare oltre i confini nazionali perché suonare all’estero ci ha sempre dato belle soddisfazioni. Negli ultimi anni abbiamo “seminato molto” anche partendo per mini-tour pagati di tasca nostra; ora siamo pronti a raccogliere i frutti. Germania, Olanda , Inghilterra… vogliamo andare anche in Giappone. Intanto quest’estate parteciperemo al celebre Sziget Festival».
Bergamaschi con la mente sempre in avanti. Eppure avete già molto da guardarvi indietro a livello di dischi e tour. Del pubblico umbro che “input” sono rimasti?
«La nostra primissima volta qui fu al Norman tanti anni fa, esiste ancora? Poi suonammo in quel locale in periferia, il Cantiere 21. L’apparizione più recente risale al 2007, quando ci esibimmo ad Umbertide per Rock’in Umbria. Sempre belle serate».
Questa sera e domani, il pubblico umbro avrà di nuovo l’occasione di ascoltare dal vivo i Verdena; il doppio sold out registrato dimostra che l’amore dell’ Umbria per questa prodigiosa band continua a crescere come il valore del loro progetto artistico.